Ricerca e Sviluppo

La normativa più amata dalle imprese italiane perché genera un credito d’imposta compensabile senza generare un utile in bilancio.

Cos’è

Lo scopo è stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire così la competitività futura delle imprese. Consiste in un credito d’imposta su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014. La misura è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che sono state  sostenute nel periodo 2016-2019 rifinanziato con la nuova legge di bilancio e prorogato fino a tutto il 2022 con un beneficio che arriva fino al 45% dell’investimento per le piccole imprese ubicate nelle regioni del Sud, incluse Marche e Umbria.

Come funziona

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Le imprese, inoltre, sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte e a partire dal 2020 è obbligatoria una perizia giurata in tribunale da parte di chi segue il progetto e ne rileva i costi sostenuti.

Quali vantaggi?
Le agevolazioni

Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico:

  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari dal 6% al 45% (per le regioni del Mezzogiorno incluse Marche e Umbria) delle spese agevolabili e dal 2020 anche in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

Inoltre sono incluse anche le attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri individuati con successivo decreto ministeriale.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

Nel rispetto dei massimali indicati, e a condizione della separazione analitica dei progetti e delle spese ammissibili pertinenti alle diverse tipologie di attività, è possibile applicare il beneficio anche per più attività ammissibili nello stesso periodo d’imposta.